domenica 24 agosto 2008

Sua maestà il Vento, dalla direzione Maestra, a 35 nodi

diario di bordo delle mie vacanze

Si dice che i nomi dei venti più comuni che spirano nul Mediterraneo siano stati assegnati dai Romani che scelsero come punto di riferimento rispetto al quale orientare la navigazione l'isola di Malta.
Seguendo le direzioni nord-est, sud-est, sud-ovest, nord-ovest troviamo il Grecale, vento freddo proveniente dalle Russie, lo Scirocco, vento caldo e umido, proveniente dalla Siria e dai Deserti dell'Asia Minore, portatore di afa e di sabbia che riempie ogni dove, il Libeccio, vento proveniente dalle coste libiche, ed infine il Maestrale, il vento fresco ed asciutto proveniente dalla direzione Maestra.
La direzione maestra era, per i navigatori romani dei bellissimi gozzi latini a vele triangolari, la direzione del ritorno a casa e cioè, appunto, la direzione verso nord ovest.
Il ritorno avveniva risalendo il vento, in quella andatura bellissima e faticosa che è la bolina, bordeggiando sapientemente in modo da evitare lo scarroccio a cui i gozzi erano soggetti poichè sprovvisti di deriva o di chiglia pesante.



Il Maestrale quindi era il vento amico. Amico perchè, se lo risali, ti porta a casa. Amico perchè pulisce l'aria, abbassa la temperatura e leva l'umidità insopportabile.
E' un vento da marinai seri, dato che molto spesso è di ragguardevole intensità e la sua risalita non è certo cosa per turisti.

Al nostro arrivo in Sicilia siamo stati accolti dal Maestrale. La cosa mi ha messo subito di buon umore, o meglio, ha incrementato notevolmente la felicità dell'essere di nuovo in una delle mie terre preferite. Come da manuale il caldo era secco, bellissimo ed avvolgente, l'aria pulita ed il cielo di un azzurro metallico, come succede ai colori delle cose quando sono investite dal suo soffio.
Carofiglio, in un suo libro, fa dire a Guerrieri che il maestrale "caccia l'afa e fa sentire più liberi".
E' verissimo. Adoro l'ebbrezza che si prova quando il caldo sulla pelle diventa un brivido sulla schiena perchè sei sottomesso dai suoi respiri asciutti.
La location è pregevole, ed azzeccatissima. Il Baglio del Sole, che consiglio a tutti quelli che decidono per una vacanza nei pressi di Capo San Vito, è un borghetto di casettine a 200 passi dal mare, ad un paio di km dal centro abitato. Un piccolo paradiso ai piedi del monte Cofano e vicinissimo alla spiaggia sassosa, su un mare meraviglioso, diventata la mia meta preferita quando guardavo il mare di sera o quando avevo voglia di stare un po' per i fatti miei.


Il Maestrale ci ha tenuto compagnia per un paio di giorni ad inizio vacanza per poi sfumare progressivamente sino al fine settimana intermedio, quando è tornato a soffiare forte e bellissimo, sfiorando tranquillamente i 35 nodi. In barca ci sarebbe stato veramente da divertirsi. Con un vento del genere mi piace un sacco starmene in riva al mare e guardare l'orizzonte. E' bellissimo potersi godere il suo suono ed il suono delle onde. Con la mente ogni tanto, tornavo alla splendida veleggiata con il vento a 40 nodi (almeno il primo giorno) dello scorso novembre, a Santa Margherita Ligure, al raduno dei Caprerini, a a bordo di quel tranquillo Sun Odissey quale era il nostro "camper con albero" del quale mettere un paio di mani di terzaroli era diventata la manovra più difficoltosa...;-)

Il Maestrale ha quindi lascianto il posto alle termiche di mare o di terra e ad un bellissimo Levantino, sempre costante lungo la costa. La foto qua sopra vi fa vedere i colori metallici che il paesaggio assume quando spira appunto il Maestrale.

I colori della Sicilia sono bellissimi. Io me ne sono innamorato. E' superflua ogni descrizione poichè neanche la più bella foto riesce a renderli. Bisogna farne esperienza.
I bellissimi azzurri del cielo, ed i gialli del tufo locale che si sgretola al passaggio dell'unghia e che risplende sotto un sole meraviglioso. I colori ed i profumi della macchia mediterranea, i verdi lividi, secchi delle sterpaglie che profumano l'aria di quella nota meravigliosa alla liquirizia, i colori rosso ruggine della terra arida ed apparentemente inospitale, il verde pallido delle piante di fico d'india, o il verde scuro delle piante di cappero.

Di mare beh, c'è solo l'imbarazzo della scelta. Dalla spiaggia di sassi non entravo mai in acqua perchè una distesa di ricci impediva di camminare sugli scogli a piedi nudi, ed io sapientemente ho dimenticato a casa le miei scarpe da deriva e quelle da scoglio. Ma nulla di male, ecco i luoghi preferiti per le mie nuotate vicino a casa:


la Tonnara e le calette vicine


il canyon di Macari

A bordo della nostra fichissima 159 JTDm, che alla fine della vacanza aveva sulla carrozzeria più o meno due dita di polvere sabbia e terra, abbiamo percorso poco più che un migliaio di km in lungo ed in largo per la Sicilia occidentale, sulla costa e nell'entroterra, su quelle stradine meravigliose della campagna selvaggia che ogni tanto si interrompono nel nulla o che diventano improvvisamente mulattiere. Esse sono tuttavia l'unico modo per apprezzare effettivamente i paesini minuscoli dell'entroterra, e le bellissime colline coltivate e talvolta, ahinoi, bruciate dal fuoco.
I luoghi da noi visitati sono stati: Erice, la Riserva dello Zingaro, Trapani, le Isole Egadi, Selinunte, Agrigento. Ci siamo persi Segesta, ma la teniamo per la prossima vacanza.
Descrivere tutto è impossibile. Lascio quindi parlare alcune fotografie.

Erice, piccolo borgo arroccato sopra Trapani, è un gioiellino, dal quale si può ammirare il paesaggio a sinistra fino Marsala e Mazara del Vallo, a destra fino alla Riserva dello Zingaro. L'architettura è quella tipica del romanico siciliano, con qualche punta barocca che però non eguaglia i risultati raggiunti nella Val di Noto, a partire da Ortiggia (Siracusa) fino a Ibla (Ragusa), passando per Noto appunto, Ispica, Modica.


Le Egadi (Levanzo, Favignana, Marettimo). Non riesco a descriverne a parole la bellezza. Tra l'altro noi abbiamo visto solo Favignana, per le altre purtroppo dovremmo ritornarci... beh, in ogni caso, sono un paradiso a cielo aperto, da girare tutto in barca a vela possibilmente, per esplorare in rada le infinite calette meravigliose. Chi vuole aggiungersi per la prossima...



La Riserva dello Zingaro
, una parte della Sicilia incontaminata, da percorrere tutta, sui sentieri assolati, prima di buttarsi nelle acque bellissime e cristalline per una serie di infinite bracciate rigeneranti.


Selinunte ed Agrigento
Ahiloro i miei compagni di vacanza avevano un architetto come compagno di avventure e quindi gli è toccato il giro archeologico per alcuni dei più bei ed importanti siti di tutta la Magna Grecia (hanno apprezzato comunque). Tra l'altro quando visito questi luoghi mi viene sempre più voglia di iscrivermi al concorso per la licenza di guida turistica o meglio di accompagnatore turistico. Magari dopo aver studiato, ovvio. E' un "piccolo" sogno nel cassetto da quando a 19 anni ho fatto il cicerone per il FAI, nelle giornate di Primavera. Chissà, magari è l'anno buono....

"L'idea della Architettura Universale"
Non sono impazzito, tranquilli, fra le architetture di Selinunte ed Agrigento ed il Trattato dello Scamozzi so benissimo che sono passati quei duemila anni di storia dell'architettura.
Il titolo ricorda solo che, in definitiva l'idea di quella architettura universale ricercata ostinatamente dai migliori architetti della storia, a partire dal Brunelleschi, per passare all'Alberti, a Michelangelo, a Giulio Romano, al Sansovino, al Palladio, al Vignola ed allo Scamozzi appunto era già tutta li, scritta in quel possente dorico che è il pentagramma di base sui cui si sono edificati più di duemila anni di edifici.
La storia dell'architettura è in definitiva la storia di un grande "errore", la volontà di ricerca di una regola inesistente che si pensava gli antichi avessero per costruire solido, funzionale e bello (firmitas, utilitas venustas).
Eccolo li l'errore, gli antichi la regola non l'avevano, avevano un principio, una direzione, entro cui proporci capolavori assoluti. La regola era tuttavia necessaria a chi è venuto dopo per cercare di eguagliarli, per inventare, reinventare e di volta in volta, negare, per superare quanto appena raggiunto.
La ricerca della regola è diventato l'obiettivo fondante di tutto il lavoro degli architetti che, nella storia, hanno cercato di superare gli antichi.
Per gli antichi l'architettura nasce dal concetto di ordine. Questo è stato il principio guida (non la norma da seguire pedissequamente) per costruire il linguaggio dell'architettura.
Gli antichi avevano inventato questo linguaggio a partire da una grammatica fatta di elementi primi (la colonna, la base, il capitello, l'architrave, il fregio, la cornice, la metopa, il triglifo, l'abaco, l'echino...) definiti in una sintassi basata sul concetto di tripartizione.
Fine. Questo era tutto il semplice apparato concettuale con cui hanno edificato ciò che noi ora ammiriamo.
I posteri, per raggiungere e superare tali risultati, si sono dovuti inventare un problema, una difficoltà da affrontare. Appunto, la ricerca della regola, che altro non era che la reinvenzione di volta in volta della sintassi con cui far parlare gli elementi primi della costruzione nell'ottica di andare oltre la bellezza già raggiunta.

Il linguaggio dell'ordine è quello scritto nei resti che si possono ammirare a Selinunte, Agrigento, Segesta. Ecco alcuni miei scatti.


Ho la Sicilia nel cuore.
Per me è una terra bellissima, suggestiva, ricca di enormi contrasti, sia paesaggistici, ma anche sociali e culturali.
Facendo una piccola puntatina il giorno della partenza a Palermo in autostrada si passa esattamente dal punto in cui mori Giovanni Falcone, nel Maggio del 1992.
Due discreti obelischi in corten ne onorano la memoria, elencando le vittime.
Penso sempre che quel luogo sia, con altri di uguale intensità come ad esempio Longarone e la diga del Vajont a cui consiglio a tutti la visita, una specie di tappa obbligata, per capire come funziona o meglio, come non funziona, il nostro perverso paese.
Un amico mi ha sempre detto che, secondo lui, l'Italia è un ottimo paese per le vacanze, e basta. In quei luoghi sembra che abbia proprio ragione. Ma in fondo in fondo, non voglio crederlo.

Non è la prima volta che passo dal luogo della strage ma tutte le volte ho lo stesso brivido.
Quando è successa la strage avevo 10 anni, ed ovviamente non capivo. Mi ricordo solo che rimanevo impressionato davanti a quelle immagini.
Rileggendo "Cose di Cosa Nostra" di Falcone ho di nuovo ammirato il coraggio, la sapenza, l'umanità di quel giudice che ha avuto il la forza di opporsi all'ordine borbonico precostituito e da tutti accettato nella terra che, secondo uno dei più azzeccati proverbi locali, "a megghiu parola è chidda ca' un si dici". Forza che è semplicemente stata un atto d'amore per la propria terra e per la propria gente sciupata, maltrattata umiliata dalla tirannia e dalla barbarie dell'ignoranza, da intendersi nel significato più generale possibile.
Visitarla, quella terra, chiarisce veramente i molti interrogativi che ci si pone davanti a simili atti.


La vacanza si è conclusa a Palermo, con questa bellissima alba, prima di rientrare verso Punta Raisi.


Rientrando verso l'aeroporto siamo passati da Isola delle Femmine, paese natale di Domenico Riso, morto nell'incidente aereo di Madrid.
A lui ed alla famiglia va il mio pensiero. Credo sia la cosa più importante.

Ma concordo sul fatto che, di nuovo, si sia dato prova di quanto il nostro sia un paese di insulsi bigotti
(www.arcigay.it/restituiamo-dignita-a-domenico-riso/ )

Ciao, Domenico.

In fine
Sono state due settimane bellissime, trascorse con gli amici di sempre, che ringrazio di nuovo, per avermi sopportato ;-) e supportato!

Ora si torna alla vita di tutti i giorni, anche se oggi non mi è mancata una bella gita al lago che ha sfumato e reso meno traumatico il passaggio alla quotidianità solita.
Grazie a tutti, Andrea, Barbara, Marco, Elena, Valentina


una notte di giugno caddi
come una lucciola
sotto un gran pino solitario
in una campagna di olivi saraceni
affacciata agli orli d'un altipiano
d'argille azzurre sul mare africano

grazie a te

Che pietà

Rileggendo le robe scritte prima di partire mi sono effettivamente accorto di quanto fossi bisognoso di tempo libero... di mooolto tempo libero! ero proprio conciato

Vediamo ora di rientrare nel novero della decenza e delle cose sensate.

You tube in ritardo

E' interessante che uno posta il video mozartiano l'otto di agosto ed appaia sul blog una settimana dopo....

sabato 16 agosto 2008

venerdì 8 agosto 2008

Sicilia, VACANZE!



I sei desperados sono pronti a cominciare la loro avventurina sicula!
Ci siamo appena sentiti, come 6 bravi adolescentini e tutti hanno terminato di:
- pesare la valigia, affinchè sia al di sotto delle venti tonnellate;
-misurare il proprio bagaglio a mano, affinchè la somma delle dimensioni geometriche sia assolutamente al di sotto del valore ammissibile stabilito dall'Eurocodice;
-nessuno abbia liquidi nel bagaglio a mano, e neanche nella vescica;

Ora i sei desperados si riuniranno per un cuba pre partenza, dato che questa notte si è appena deciso di non sprecarla.
Non sarà una vacanza da urlo. Anche perchè non abbiamo le possibilità economiche per potercelo permettere.... (nell'ordine: un laureando in design, una laureanda in medicina, una neo laureata in medicina, uno studente di ing. informatica, il sottoscritto architetto, un quasi ing edile architetto, aggiunto all'ultimissimissimissimo).

Quindi ci siamo presi la nostra casetta, vicino alle Egadi, con l'obiettivo di riposare (siamo tutti un attimo rincoglioniti dall'anno trascorso, io poi...), divertirsi, e girare. Alcuni di noi sono più propensi al primo ed al secondo degli obiettivi, ma come dire, io non rinuncio al terzo, quindi chi mi ama mi segua!

ora è proprio tutto, buone vacanze a tutti!

PS: sopra e sotto le foto delle due passate avventure sicule







Si parte, un momento di riflessione

ultimo post dall'ufficio prima di andarmene in ferie. o meglio, in VACANZA.

Sono stato confermato anche per il prossimo anno accademico a cultore della materia al Poli.
E' una delle cose di cui vado orgoglioso, ed una delle poche che prendo veramente sul serio. Perchè è una cosa nata quasi per caso, e dall'incontro con una persona. e le cose che accadono dall'incontro con qualcuno sono le più belle. sempre.
era il 2004, un anno sventurato nella prima parte, per alcuni problemini di salute, la scoperta di avere le miodesopsie (http://www.miodesopsie.it/) agli occhi. si, un periodo un po' complicato. c'è chi quando scopre di avere le mosche volanti è incapace di reagire, quasi di uscire di casa. L'alternativa è farsi coraggio, ed affrontare quello che ti sta capitando di petto. Io ho fatto così. ora sto bene, e fortunatamente gravi problemi agli occhi per ora non ne ho, oltre a quelli di default ovvio.
C., giovane professore, con una intelligenza fuori dal comune ed una grande umanità mi ha chiesto di collaborare con lui proprio in quel periodo. ed è stata quindi l'esperienza che ha permesso di riscattarmi da quanto mi era successo.
All'inizio è stato solo lavoro di preparazione di dispense, un anno di gavetta praticamente. dopo la laurea invece ho cominciato con le esercitazioni agli studenti, in aula.
La cosa bella è la fiducia, che mi è stata data. e la responsabilizzazione che ne viene di conseguenza. Due cose che ti fanno crescere.
Ormai ho 3 anni di esperienza, e faccio questa attività con passione. mi piace che gli altri possano imparare da me qualcosa, quello che, poco o tanto che sia, riesco a tramettere loro. Ed io da loro. All'inizio ero pieno di fogli di carta, per paura di sbagliare. Ora mi preparo una scaletta, e proseguo quasi senza guardarla. questo mi da sicurezza. in effetti, è meglio avere sicurezza in se stessi che in un foglio di carta.
L'anno prossimo spero di riuscire a continuare questa esperienza. sarà un'ottima occasione per fuggire dal cantiere, dall'ufficio tecnico. come l'ottima occasione che sfrutto ora.

Arrivederci a dopo il 25 agosto!

giovedì 7 agosto 2008

Martin Frost 2





la musica, l'architettura e la scultura.....
denudatelo...!

Martin Frost 1

















è il più giovane. è il più bravo in assoluto.
ed il più bello;-)
qualche bel pensierino senza quella camicia bianca....

segue da prima...



Come si muove il puntatore del mouse...



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mercoledì 6 agosto 2008

Etica, coscienza

Kant sosteneva che esiste un imperativo categorico che spinge ogni individuo al rispetto di regole morali universali. Su Wilkipedia si trova che, per Kant, " il giudizio etico varia nel tempo a seconda della situazione, ma è sempre riconducibile in ogni individuo all'applicazione di regole universali che fanno agire per il giusto e contemplare per il bello. Senza variare da individuo a individuo. Ciò vale per qualunque individuo purchè razionale.

Non lo so. sembra quasi che, leggendo quanto postato pocanzi, un fatto che peraltro è definibile come the latest but not the last, si stia regredendo a quando l'uomo non aveva il benchè minimo barlume di razio.
E se non ci fosse mai stato, quel momento, beh, ci stiamo arrivando molto vicino, ora.

Segue dal post precedente

«Si prostituiva per curare il padre malato»
La testimonianza di Paola, trans brasiliano che lavorava insieme con Samantha. E' stata la sua denuncia a incastrare i colpevoli

MILANO - «Gli ho gridato di lasciarla andare, e quando mi sono avvicinata per aiutarla a scappare mi hanno afferrata per i capelli e picchiata. Così sono scappata perché avevo paura che se la prendessero anche con me». E' il racconto di Paola, il trans che da due mesi divideva il marciapiede di via Novara a Milano con Samantha, massacrata il 29 luglio scorso. «Dopo l’aggressione ero sconvolta e ho provato a fermare un’auto di passaggio, poi ho cercato di avvertire subito la polizia ma ero talmente sotto choc che non riuscivo nemmeno a comporre il numero di telefono sul cellulare».
LA PIU' INDIFESA - «Se la sono presa con lei perché fisicamente era la più esile tra noi trans: era la vittima più facile e probabilmente l’avevano adocchiata quando era da sola. Lei iniziava a lavorare presto, intorno a mezzanotte, mentre io iniziavo solitamente più tardi». Samantha, all'anagrafe Gustavo Rangel Brandau, era in Italia da circa tre anni e sognava in questi giorni di andare a ballare al Festival Latinoamericano. «Ma aveva bisogno di soldi, voleva tornare in Brasile. Per aiutare i genitori, che vivono a Bahia, lavorava tutte le sere e le notti.
IL PAPA' MALATO - Samantha, 30 anni compiuti il 4 febbraio scorso, viveva in un modesto appartamento di via Forze Armate che divideva con un’amica. Era in Italia da circa tre anni, ma solo da tre mesi lavorava alla fine via Novara, tra il distributore di benzina della Total e il deposito delle auto dei vigili urbani. Ricorda Paola: «Era una persona riservata e buonissima, era una brava parrucchiera e il suo sogno era poter aprire un suo negozio. Non beveva e non si drogava. Si prostituiva per pagare le cure per il padre malato, che non sapeva nulla di quello che faceva in Italia».
ALTRE SPARIZIONI - Paola spiega di aver avuto paura, da irregolare in Italia, a fare denuncia: «Ma di fronte a questa cosa non potevo stare in silenzio, non potevo fare finta di niente, la mia coscienza me lo impediva». Poi parla di un fatto inquietante: «Conoscevo altri due trans che sono spariti nel nulla, uno nel 2002 e l’altro nel 2005, sono scomparsi qui e le loro famiglie in Brasile non hanno più saputo nulla». Paola avrà da settembre un permesso di soggiorno di tre mesi per motivi di giustizia e vuole cambiare vita. «Proverò a cercarmi un lavoro». Il Brasile mi manca da morire, ma è un Paese poverissimo. Vorrei solo comprare una casa a mia madre e una bella macchina da cucire: è il mio sogno, sono brava a cucire».
06 agosto 2008

SONO INORRIDITO

La fine atroce del trans Samantha: orrore da «Arancia meccanica». Due arrestati

La polizia: «Mai vista una violenza simile». La trentenne brasiliana è stata abbandonata, forse ancora viva, sulla tangenziale Ovest
La vittima, il trans «Samantha» (Emmevì)MILANO - «Mai vista una violenza simile. Il loro racconto è peggio di Arancia meccanica». Persino i poliziotti della Squadra Mobile, pure abituati a casi del genere, sono rimasti sconvolti. E hanno usato queste parole per descrivere l'omicidio di Samantha, all'anagrafe Gustavo Rangel Brandau, transessuale brasiliano di 30 anni, in Italia da tre senza permesso di soggiorno. Samantha, presa di mira forse perché la più esile e indifesa del gruppo dei trans di via Novara, è stata uccisa dopo aver subito violenze terrificanti da parte di due ragazzi, che hanno confessato tutto. Gli arrestati sono un marocchino di 17 anni (con precedenti per droga e reati contro il patrimonio, affidato alla comunità di don Gino Rigoldi), e un italiano di 19, Davide Giuseppe Grasso detto Peppe, originario di Catania e abitante a Rozzano nel Milanese, disoccupato e già noto alle forze dell'ordine. Due «balordi», che forse non si sono ancora resi conto della gravità di quello che hanno fatto. Forse erano sotto l'effetto della droga, ma neppure questo può spiegare un'esplosione di violenza così efferata contro una persona indifesa, con l'unico torto di aver rifiutato loro una prestazione sessuale gratuita. Non poteva permetterselo, Samantha: metteva da parte i soldi per il papà malato, in Brasile. Il papà che non sapeva nulla, che la pensava felice, a lavorare come parrucchiera.

MASSACRATA PER 60 EURO - Secondo le ricostruzioni della polizia e le confessioni degli arrestati, la notte del 29 luglio i due giovani, dopo aver rubato un'auto, si sono diretti in via Novara, zona frequentata da transessuali. Hanno abbordato una coppia di trans brasiliani, Paola e Samantha, cercando di ottenere un rapporto sessuale senza pagare. Al rifiuto è nata una lite: Paola è riuscita a fuggire, mentre Samantha è stata bloccata, picchiata e costretta a salire sull'auto. I due giovani l'hanno ferita con i coltelli e si sono allontanati con lei in auto; poi, ricordatisi della borsetta, sono tornati indietro per recuperarla. Ripartiti, hanno violentato Samantha già agonizzante e poi l'hanno finita a calci e pugni. Alla fine l'hanno abbandonata sulla tangenziale in direzione sud al chilometro 9, vicino ad un'area di servizio. Secondo il racconto di uno degli aguzzini, in quel momento Samantha era ancora viva. Le sue ultime parole sono state: «I soldi sono dietro un albero in via Novara». Erano 60 euro: il prezzo di una vita.
LE TELECAMERE - Paola, sotto shock dopo aver visto portare via l'amica a forza, è riuscita a chiamare la polizia dal cellulare.
Ha avuto molto coraggio, considerando che è in Italia da clandestina. L'1 agosto ha sporto denuncia al commissariato Bonola. Le indagini condotte dalla Squadra Mobile - aiutate anche dalle telecamere poste lungo via Novara - hanno permesso di identificare l'automobile su cui aveva trovato posto la vittima e di risalire ai due giovani. Su loro indicazione la polizia ha trovato, ai bordi della tangenziale Ovest, i resti della povera Samantha, in avanzato stato di decomposizione. Secondo la polizia i due giovani potrebbero aver agito sotto l'effetto di droga. Francesco Messina, capo della squadra mobile di Milano, lo ha definito «un delitto efferato, drammatico, una violenza inaudita e gratuita». I due giovani sono accusati di sequestro di persona, rapina, violenza sessuale di gruppo e omicidio.

06 agosto 2008


sono senza parole e senza fiato.

...Oh, the canvas can do miracles, just you wait and see...









voglia di tante cose, tante.