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martedì 8 luglio 2008

freccia di carta (mica tanto di carta)



visto che ultimamente la curva della mia vita affettiva ha un tratto con derivata prima nulla (!) rifugiamoci nel compiacimento delle proprie realizzazioni personali:-(

questo è il mio primo cantiere. cioè il primo al quale lavoro di dimensioni così enormi.
Quando si fa il giro per controllare lo stato avanzamento lavori è bello vedere costruito ciò che fino a poco prima era stato solo nella tua testa. è difficile descriverlo ma la soddisfazione è davvero grande.
Quando ti spacchi la testa su dettagli che sembrano a catena non funzionare mai, quando nulla quadra con nulla e sei sul punto di gettare la spugna e poi tutto (o quasi) fila via liscio beh... quantomeno hai l'impressione che qualcosa di utile in questo mondo complicato sei anche tu in grado di fare.

architettura della leggerezza


















Zweiter Traversiner Steg, Viamala















Pùnt da Suransuns
















queste sono due passerelle pedonali. collocazione? Svizzera.
Il progettista è Jurg Conzett,collaboratore per anni di Peter Zumthor (quello delle terme di Vaals, tanto per capirci).
Traducono nella forma e nella materia quello ciò che per me significa leggerezza, "assenza di gravità", esprimono un modo di ragionare sulla forma che non si abbandona al precostituito, all'ovvio, ma che si butta nella sperimentazione delle cose, che si mette in gioco. E tutto questo con disarmante semplicità.
Sono due strutture in tensione.
La prima riflette il principio della trave Jawerth, uno schema labile che grazie alla pretensione innescata acquisisce portanza ed equilibrio statico.
La seconda è un impalcato in pietra post tesa da funi. 20 cm di spessore su non so quanti metri di luce. Fantastico.
due segni, di intelligenza non comune, in punta di matita, in due contesti incantevoli. Quasi, per me, perfezione progettuale

domenica 6 luglio 2008

L'ambasciata d'Italia a Brasilia

Credo che non si sia proprio consapevoli di quanto il genio dei nostri maestri abbia prodotto nel recente passato.
Di alcuni di essi oltretutto ufficialmente non si dice più nulla, nonostante i risultati raggiunti, ciò che ci hanno insegnato, scritto, e ciò che hanno costruito. E questo soprattutto nelle facoltà di architettura, laddove si rimpinguano gli studenti delle follie di Aldo Rossi, Giorgio Grassi e company (la "gloriosa" scuola italiana, ormai morta e sepolta) invece di aprire loro gli occhi sull'universo di cose che sono accadute e che accadono, in ambito progettuale.

Pierluigi Nervi è tabù. Nessuno verrà mai a spiegarti che cosa ha fatto od ha detto. Se uno vuole deve scoprirlo da solo. Ebbene, un recente bel libro ha proposto un edificio di Nervi sconosciuto ai più. Io lo trovo eccezionale. Dal punto di vista della forma, della struttura e della materia.

è L'ambasciata d'Italia a Brasilia.
Quando si dice il "genio italico"