"Sentendo la musica mi preparai un whisky col ghiaccio, e lo bevvi masticando mais tostato e pistacchi. Poi feci una lunga doccia con l'acqua fresca e non mi asciugai. Girai per la casa godendomi il profumo del bagnoschiuma sulla pelle, la musica, il leggero giramento di testa per il whisky, i brividi di freddo per la brezza che entrava dalle finestre aperte"
Ecco, esattamente quello che mi piacerebbe fare questa sera, dopo questa giornata pesante
(con l'unica differenza che magari non tengo le finestre aperte visto che ci sono 6.5 gradi e la doccia la faccio calda, caldissima...)
giovedì 30 ottobre 2008
mercoledì 29 ottobre 2008
Beethoven, dalla ottava
Questa sera ascoltavo Beethoven. Ed ho ricercato questa esecuzone dei berliner dell'ottava che è secondo me una delle migliori in assoluto.
Questo è un estratto, il dialogo fra il clarinetto ed il corno. Che suono magnifico che ha il biondino
Luoghi
-ori.jpg)


Gabriele Basilico.
Questo è un promemoria per ricordarmi cosa significhi saper fotografare le cose, saper fotografare i luoghi.
Non tutto alla fine è per forza brutto. In questi scatti cose del tutto anonime, prive di carattere, nate solo per necessità appaiono quasi con un senso intrinseco.
La domanda è: questo accade solo perchè fra noi ed esse c'è il filtro della sua mente, del suo genio, oppure le cose, in fondo, sono di solito più belle di quel che pensiamo?
martedì 28 ottobre 2008
Mare
domenica 26 ottobre 2008
Intelletto

L'occasione di scrivere questo post è un po' ovvia ma tant'è. E' la puntata di Che Tempo che Fa, appena andata in onda.Raffaele Cantone e Gianrico Carofiglio sono due magistrati. Entrambi anche scrittori. Del primo uscirà a giorni il libro "Solo per giustizia". Del secondo sono ormai noti i suoi romanzi Testimone inconsapevole, Ragionevoli dubbi, Il passato è una terra straniera, Ad occhi chiusi, Cacciatori nelle tenebre. Tra l'altro, è uno dei miei scrittori di noir preferiti, non che la cosa possa interessare ma fa nulla. Scrittore di un noire è sbagliato. Più che altro di legal novel, con uno stile particolare, meravigliosamente italiano.
Sono due uomini dei quali ammiro l'acume di intelletto, e la profondità di pensiero, che poi sono le cose che adoro scoprire nelle persone, molto più che altro.
Non una parola fuori posto, il tono della voce coerente col contenuto, sobrità nei modi, e nei gesti, mente creativa, acuta, veloce. Eleganza. Che bello. Due splendidi uomini del sud.
E la sensazione finale, quando li si ascolta, è sempre quella. Di sentirsi terribilmente ignoranti sulle cose.
Loft
Si stava parlando questa mattina su msn di come, a volte, ci si senta non al proprio posto. Come pesci fuor d'acqua. E come si voglia scrollarsi di dosso questa sensazione, una volta per tutte. Di come e quanto si voglia avere il coraggio per farlo.
Qua in provincia poi tutto questo si acuisce. Non si è liberi di essere quello che si è. E, di conseguenza, si fa fatica a diventare quello che si vorrebbe essere. E fuggire in "città" di tanto in tanto non risolve la questione. Perchè la città nella nostra nazioncina è più o meno uguale al resto.
Il problema non tocca solo chi è gay, come me. Parlavo con amici etero e la sensazione è la stessa. La medesima.
Ci sentiamo in una specie di Medioevo ellenico, quasi come se i Dori fossero appena passati a saccheggiare tutto.
E siamo nella speranza che una nuova classicità possa rinascere dalle ceneri dll'arcaismo. Con un nuovo Fidia, un nuovo Callicrate, un nuovo Ictino, un nuovo Policleto.
La conversazione è rimasta sui toni elevati fino ad un certo punto, quando poi si è stemperata in una sognante proposta, di quelle classiche ed al momento irrealizzabili.
Prendiamoci un loft, da un'altra parte, altrove, via, dove possiamo abitarci tutti insieme. Una specie di realtà come quella del film di Ozpetek Le fate Ignoranti.
Bene, detto fatto. Si stuzzica la curiosità dell'Archicoso ed il risultato è questo.
Ora sbrighiamoci a trovare un tetto su cui piazzarlo.






Qua in provincia poi tutto questo si acuisce. Non si è liberi di essere quello che si è. E, di conseguenza, si fa fatica a diventare quello che si vorrebbe essere. E fuggire in "città" di tanto in tanto non risolve la questione. Perchè la città nella nostra nazioncina è più o meno uguale al resto.
Il problema non tocca solo chi è gay, come me. Parlavo con amici etero e la sensazione è la stessa. La medesima.
Ci sentiamo in una specie di Medioevo ellenico, quasi come se i Dori fossero appena passati a saccheggiare tutto.
E siamo nella speranza che una nuova classicità possa rinascere dalle ceneri dll'arcaismo. Con un nuovo Fidia, un nuovo Callicrate, un nuovo Ictino, un nuovo Policleto.
La conversazione è rimasta sui toni elevati fino ad un certo punto, quando poi si è stemperata in una sognante proposta, di quelle classiche ed al momento irrealizzabili.
Prendiamoci un loft, da un'altra parte, altrove, via, dove possiamo abitarci tutti insieme. Una specie di realtà come quella del film di Ozpetek Le fate Ignoranti.
Bene, detto fatto. Si stuzzica la curiosità dell'Archicoso ed il risultato è questo.
Ora sbrighiamoci a trovare un tetto su cui piazzarlo.






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